SCALETTA DELL'INTERVENTO DELL'IDEATORE DEL PROGETTO

Personalmente provo molto fastidio nel constatare che nella COMUNICAZIONE e negli AVVISI si fa un uso sempre più ampio di parole straniere, con il rischio che buona parte dei destinatari non capiscano l’informazione o il messaggio che si vorrebbe trasmettere, per il fatto che non tutti conoscono il significato di quelle parole.

Quando ciò avviene, la COMUNICAZIONE ha fallito il suo compito,  perché lo scopo della comunicazione è proprio che TUTTI i destinatari la capiscano.

Il problema riguarda soprattutto il giornalismo, ma anche il mondo politico e si riferisce in particolare alla lingua inglese.

Tra l’altro si può notare che nella maggioranza dei casi la parola straniera utilizzata potrebbe essere perfettamente sostituita da una parola italiana altrettanto efficace.

Quindi, senza ricorrere a forzature nell’evitare a tutti i costi ad esempio anglicismi che ormai fanno parte del nostro vocabolario, perché non possiamo impegnarci a parlare e a scrivere soprattutto in italiano?

Ne ho parlato con il mio amico Rodolfo Signorini, Professore di Lettere, membro dell’Accademia Virgiliana di Mantova e Presidente della Società Dante Alighieri (Comitato di Mantova), che si è dichiarato d’accordo con me.

Poi sentiremo direttamente da lui il suo parere.

Ma credo che il problema, che viene segnalato da tempo, non possa essere risolto facilmente se non si cerca in qualche modo la condivisione di chi si occupa quotidianamente di COMUNICAZIONE.

In un articolo che è stato pubblicato su PANATHLON DISTRETTO ITALIA ho lanciato la mia idea al mondo giornalistico, a partire da quello sportivo.

E con grande soddisfazione ho poi saputo che la proposta è stata accolta dal Panathlon e dall’Ussi, che lanciano il progetto “IO PARLO E SCRIVO IN ITALIANO”.

Il progetto viene presentato oggi tramite internet in un evento collaterale del Festivaletteratura di Mantova.