SCHUETZEN
Dall’Encilopedia Treccani:
Schützen. In Alto Adige: appartenenti a un’organizzazione paramilitare che si ispira ad antichi corpi di tiratori scelti del Tirolo e della Baviera per rivendicare le tradizioni locali insistendo, in polemica più o meno esplicita con lo Stato italiano, sulla propria appartenenza culturale ed etnica all’area germanica.
https://www.ilmondodeglischuetzen.eu/home.php
https://www.altoadige-tirolo.com/gli-Schuetzen/tirolesi/
Gli Schützen tirolesi
Cosa sarebbe il Tirolo senza i suoi Schützen? In più occasioni festose, nelle parate e nei giorni di festa, sfilano nelle loro uniformi, sventolano le loro bandiere (per motivi storici) e alzano le pistole per dare il loro saluto.
Gli Schützen appartengono al Tirolo come i Papi appartengono a Roma e sono il simbolo del leggendario spirito tirolese.
Quelle che oggi sono spesso innocuie parate folcloristiche hanno comunque un background storico. La base per il Tirolo è l’ essenza del fucile Landlibell, nato nell’ anno 1511. Massimiliano I, in accordo con gli stati tirolesi, organizzò la difesa in caso di guerra. Il Tirolo, grazie alla strategica posizione geografica, ha sempre avuto grande importanza. Per gli Asburgo, era quello di controllare i passi montani, e quindi i collegamenti diretti dalla Germania verso l’ Italia, di grandissima importanza. In aggiunta vi erano le ricche risorse minerarie, come il rame e l’ argento, che venivano estratti direttamente in Tirolo. Sotto Massimiliano I, il Tirolo fu anche il centro dell’ industria della difesa grazie alla produzione di cannoni e mortai. Il Landlibell fu il risultato della grande importanza che gli Asburgo avevano per questa regione.
Per il Tirolo questa legge si intendeva un privilegio, perché prevedeva la possibilità di fare la guerra anche al di fuori dei confini dell’ imperatore. D’ altra parte, però, dava grande preoccupazione per la difesa nazionale. Il Landlibell, nel corso dei secoli, fu adattato alle rispettive norme. Dal 18. secolo ci fu una suddivisione in Standschuetzen e Scharfschützen, una sorta di truppa di validi uomini di età compresa tra 18 e 60 anni.
Particolare importanza ebbe il Landlibell, e quindi anche gli Schützen, nell’ anno 1703, quando i bavaresi invasero il Tirolo, durante la guerra napoleonica 1796-1797 e nella lotta per la libertà del Tirolo nel 1809. L’ allora prima rivolta vittoriosa del Tirolo contro i francesi ed i bavaresi, stabili in tutta Europa il mito delle persone montanare, inflessibili e difensive.
Dopo il crollo della monarchia nel 1918, gli Schuetzen non ebbero più alcuna importanza militare. In Austria gli Schützen Tirolesi sono rimasti come club, fino a quando il nazionalsocialismo ne mise il divieto. Nell’ Italia fascista questi club furono vietati dal 1922.
Dopo la seconda guerra mondiale i club degli Schuetzen aprirono nuovamente, in Alto Adige, però, per le discussioni legate all’ autonomia, ebbero nuovi divieti. Solo dopo il completamento dello Statuto d’ Autonomia, il club altoatesino degli Schuetzen poté riprendere il suo lavoro. Dal 1995 esiste invece una Federazione Europea Tirolo Shooting, composta dal Nord e dal Sudtirolo e dalla Bassa Atesina.
Le aziende degli Schuetzen sono oggigiorno di preoccupazione sociale per la cura della tradizione. Grazie alla sue radici profonde nella società, portano ancora gran parte dell’ identità della regione Suedtirol – Trentino Alto Adige in tutta Europa.
https://it.wikipedia.org/wiki/Tiroler_Sch%C3%BCtzen
I Tiroler Schützen (bersaglieri tirolesi o tiratori in italiano, scizzeri o sizzeri nei dialetti trentini[1]) erano una milizia, in parte formata da coscritti in servizio attivo e in parte da una riserva di volontari da mobilitare all’occorrenza. Avevano compiti di difesa territoriale e operavano nel dominio asburgico della Contea del Tirolo.[2] Nel 1871 vennero integrati nell’esercito regolare.
Allo scoppio del primo conflitto mondiale gli iscritti ai poligoni di tiro al bersaglio, che venivano chiamati dalla popolazione trentina i bersaglieri (ossia i bersaglieri immatricolati, Standschützen in tedesco), furono mobilitati (combatterono con la divisa dei Kaiserjäger).[3][4]
Sciolti in conseguenza allo smembramento dell’Impero austro-ungarico, sono oggi ricordati da svariate associazioni folcloristiche che si ispirano alla loro tradizione mantenendone il nome (Schützen, invece di Tiroler Schützen).
Federazione Schützen del Welschtirol
https://www.fabiovassallo.it/ita/valdicembra/sizeri.html
Dal sedicesimo secolo e fino al 1918, il Tirolo ha avuto il privilegio di essere difeso da truppe locali composte di valontari: gli Schützen ; nell’impero Austro-Ungarico venivano denominati Kaiserschützen, ossia Schützen dell’imperatore. In dialetto trentino erano detti sìźeri o scìźeri, adattamento della pronuncia sudtirolese Schitzen.
La parola tedesca Schütze significa tiratore: si trattava quindi di “bersaglieri”.
Essi, infatti, in tempo di pace praticavano lo sport del tiro al bersaglio: nel settecento utilizzavano un’arma corta a canna rigata, lo Stutzen, che per l’epoca era dotata d’incredibile precisione.
Furono queste truppe e questi fucili che in Val di Cembra decisero le sorti della battaglia napoleonica di Segonzano, nel 1796.
Questo combattimento, a causa del forte impatto per la coscienza tirolese, è stato accostato alla disfatta napoleonica di Bergisel (Austria), nel 1809, per opera dei patrioti tirolesi comandati da Andreas Hofer, tanto che talvolta Segonzano viene detta la Bergisel von Welschtirol (Bergisel del Tirolo italiano, ossia del Trentino).
In tempo di pace, oltre a dedicarsi al tiro a segno, i sizeri svolgevano le attività di cui oggigiorno si occupano la protezione civile e i vigili del fuoco.
Tuttora in Tirolo (anche in quello austriaco ma specialmente in Alto Adige) vi sono persone che si considerano continuatori dello spirito degli Schützen (vedi ad esempio il sito Südtiroler Schützenbund, in tedesco); oramai, pur in un’epoca in cui i popoli europei cercano di unirsi, tale termine ha assunto un connotato di rivendicazioni nazionalistiche dei Tirolesi di lingua germanica.
L’ultima volta in cui la compagnia degli Schützen è stata impegnata in combattimenti, è stata in occasione della Prima Guerra Mondiale. Già nel 1914, alcune decine di battaglioni di Schützen, armati di fucili Mannlicher, carabine Werndl o Mauser tedeschi, erano stati schierati a difesa del territorio tirolese; il loro effettivo ingresso in guerra avvenne nel maggio 1915, quando il Regno d’Italia attaccò l’Austria sul confine trentino.
Domenica, 24 Marzo 2024 – 18:20 Comunicato 634
L’assessore Marchiori è intervenuto oggi pomeriggio all’assemblea generale della Federazione Schützen del Welschtirol
“Schützen custodi dei nostri valori contro l’omologazione”
“Schützen in tedesco significa proteggere, quindi protezione delle nostre tradizioni, del nostro territorio e del nostro sistema di autogoverno. In un momento delicato come questo, a livello mondiale ed europeo, ma anche nazionale, avere una realtà come quella degli Schützen che si occupa di proteggere questo patrimonio di valori è quanto mai fondamentale per non omologarsi, per sapere da dove veniamo e dove vogliamo andare.”
Così l’assessore alle politiche per la casa, patrimonio, demanio e promozione della conoscenza dell’Autonomia Simone Marchiori, intervenuto oggi pomeriggio a Trento, nella Sala di rappresentanza del Consiglio regionale, all’assemblea generale ordinaria della Federazione Schützen del Welschtirol. Vi hanno presto parte tutte le compagnie federate e i soci onorari.
“Va dato atto agli Schützen – ha aggiunto Marchiori portando il saluto dell’intera Giunta provinciale – di aver tenuto duro per oltre quarant’anni di fronte alle divisioni rispetto alla nostra identità, evitando che venisse insabbiata la storia del Trentino. Se qui abbiamo dei valori più radicati che altrove, come il rispetto e la cura per il territorio e il volontariato, è perché qui abbiamo avuto una storia diversa, legata al mondo mitteleuropeo e in particolar modo al mondo tirolese. Dobbiamo essere orgogliosi di queste radici promuovendo e valorizzando la nostra Autonomia e l’Euregio, sapendo dialogare meglio con in nostri partner in lingua tedesca, per essere il cuore dell’Europa. L’alternativa è omologarci e perdere noi stessi.”
L’evento si è aperto con il Coro La Valle – premiato oggi con la Medaglia Giuseppina Negrelli – che ha portato all’assemblea i costumi storici della Val di Cembra e i canti della tradizione. Nel corso dei lavori, il Landeskommandant Schützen Welschtirol Enzo Cestari ha voluto fra l’altro ringraziare la Provincia autonoma di Trento per il sostegno dato alle attività culturali della Federazione, alla quale aderiscono oltre cinquecento persone. Negli ultimi anni v’è stata una flessione dovuta al Covid ma anche all’età, anche se non mancano segnali incoraggianti grazie a nuovi, giovani iscritti. L’assemblea di oggi è stata l’occasione per fare il punto sulle diverse attività presenti e future della Federazione, accanto alle relazioni di bilancio. V’è stata inoltre la consegna di medaglie e diplomi agli Schützen con più di 15, 25 e 40 anni ininterrotti di appartenenza alle Compagnie.
All’assemblea oggi sono intervenuti, fra gli altri, anche il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, il consigliere Claudio Cia e la vicesindaca di Trento Elisabetta Bozzarelli.
Qui il link per scaricare le immagini video
https://drive.google.com/drive/folders/1601bjUgKykteK4Ld5NkVvs_dWJspotff?usp=sharing
Rassegna stampa ad uso interno: Articolo da L’Adige – 25.03.2024
https://www.ilmondodeglischuetzen.eu/l-origine.html

