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Signorini Rodolfo

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https://it.wikipedia.org/wiki/Rodolfo_Signorini

Rodolfo Signorini (Marcaria, 27 gennaio 1941 – Brescia, 7 dicembre 2025) è stato un docente e storico italiano.

Biografia

Nato nel 1941 e laureatosi in Lettere Classiche all’Università di Bologna, ha insegnato storia, italiano, latino negli istituti superiori di Mantova. In qualità di storico, ha svolto importanti ricerche su Andrea MantegnaTeofilo FolengoGiulio Romano e Vittorino da Feltre. Nel 2006 ha presentato l’opera di Andrea Mantegna presso l’Auditorium del Metropolitan Museum di New York.[2]

È stato consigliere della Fondazione d’Arco di Mantova, socio della classe di Lettere ed Arti e bibliotecario dell’Accademia Nazionale Virgiliana di Mantova, socio dell’Accademia dei Sepolti di Volterra, nonché presidente emerito della “Società Dante Alighieri” di Mantova.

L’Associazione Südtiroler Schützenbund di Bolzano gli aveva conferito il riconoscimento di Ehrenkranzträger per i suoi studi sulla tradizione, la cultura e la storia del Tirolo.[4]

Opere

  • Ritorno a Virgilio, 1981
  • OPVS HOC TENVE. LA CAMERA DIPINTA DI ANDREA MANTEGNA. Lettura storica iconografica iconologica, 1985
  • La ‘fabella’ di Psiche e altra mitologia: secondo l’interpretazione pittorica di Giulio Romano nel Palazzo del Te a Mantova, 1987
  • La dimora dei conti D’Arco in Mantova, 2000
  • Il palazzo del Te e la camera di Psiche, 2001
  • Fortuna dell’astrologia a Mantova. Arte, letteratura, carte d’archivio, 2007
  • Il mirabile orologio di Mantova e diciannove disegni inediti del 1706, 2011
  • San Giacomo della Marca compatrono di Mantova e la reliquia del preziosissimo sangue, 2011
  • La camera di amore e psiche nella Villa del Te a Mantova, 2012
  • Il Burchiello de la Sensa e il Calendimaggio. Due feste mantovane, 2012
  • La Villa del Te. Piacere dell’anima, 2012
  • Le sorti degli uomini nella «Camera delli pianeti et venti» della villa del Te. Due zodiaci di provincia, 2012
  • Imprese gonzaghesche, 2013
  • Sordello Da Goito. Troubadour. Marte et Amor cun elo, 2014
  • Pietroadamo De’ Micheli. Teofilo Folengo, 2014
  • Vittorino da Feltre. Baldesar Castilione, 2015
  • Cronaca di Mantova. Memoriale di Andrea da Schivenoglia (1445-1481) (2 vol.), 2020
  • Peste e Lanzi a Mantova (1629-1630). Documenti, 2021
  • Il palazzo D’Arco in Mantova. Da casa a museo, 2025

 

Rodolfo Signorini è stato anche un grande goliardo (ironico, molto divertente e mai sguaiato).

Nel libro “dal GUF al Sessantotto” (da cui ho ricavato un estratto) firmò lo spassosissimo articolo:

QUANDO INAUGURAI IL PONTE DI BORGOFORTE

Nel giorno stesso della sua morte (7 dicembre 2025) ho creato alla sua memoria il gruppo facebook “Amici dell’UGM (Unione Goliardica Mantovana)“:

https://www.facebook.com/groups/821757417356951

 

I GIORNALI LOCALI HANNO DATO GRANDE RISALTO AL DECESSO

In prima pagina sulla Gazzetta di Mantova:

In prima pagina anche sulla Voce di Mantova:

p. 8:

Questo il ricordo della SOCIETA’ PER IL PALAZZO DUCALE:

Addio a Rodolfo Signorini, già consigliere e socio onorario della Società di Palazzo Ducale

 

Gazzetta di Mantova p. 12:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

p. 13:

p.14:

Voce di Mantova dell’8 dicembre 2025:

 

Gazzetta di Mantova del 9 dicembre 2025, p. 12:

Il testo del ricordo letto dal figlio Andrea di Rodolfo Signorini nella Basilica di Sant’Andrea a conclusione del funerale:
Lettera per RODOLFO
Mercoledi 10 Dicembre 2025 – Basilica di SantAndrea
Caro papà….
questo giorno non lo voglio definire triste….come lo si potrebbe pensare….
ma un giorno importante…. molto importante….
è il giorno del passaggio…. da una vita terrena…. vissuta intensamente….
a una vita nuova…. quella vita che spesso provavi ad immaginare grazie alla grande fede in Dio
che hai sempre avuto… una fede profonda e sincera…. un meraviglioso dono per te….
Sei stato un grande devoto del Preziosissimo Sangue, custodito proprio in questa Basilica…
grande devoto della Madonna delle Grazie che sempre pregavi e ringraziavi ogni sera prima di andare a riposare….
La tua è stata una vita ricca di soddisfazioni e di plausi più che meritati per ciò che hai fatto
per l’arte e la cultura mantovana…. e non solo mantovana…
arte e cultura che sono state fonte di vita, in cui ti sei immerso con immensa passione da sempre….
passione per la letteratura, la storia, il latino e il greco…
passioni nate frequentando il Liceo Classico “Alle Stimate” di Verona….
passioni continuate poi all’Università di Bologna
e concludendo il ciclo di studi con la Laurea in Lettere Antiche…..
Da lì tutto ebbe inizio….
Una vita dedicata alla cultura e all’insegnamento di materie letterarie nelle scuole,
professore stimatissimo a Mantova, in Italia e in diverse parti del mondo…..
Con lo studio e con le minuziose e attente ricerche storiche negli Archivi di Stato
e nelle biblioteche più rinomate, sfogliando libri antichi e traducendo manoscritti del Quattrocento e del Cinquecento, hai fatto scoperte inedite, hai poi saputo descrivere con maestria e semplicità opere pittoriche e architettoniche straordinarie…..e in particolare dell’inestimabile patrimonio artistico della nostra città….
Ed ecco che ti sei appassionato alla magnificenza delle opere di Andrea Mantegna…..
colui che chiamavi il Maestro……
Maestro che ti ha fatto innamorare della Camera Picta, detta Camera degli Sposi…..
quella camera….. che definivi la più bella del mondo…….
senza dimenticare Giulio Romano e la Sala di Amore e Psiche in Palazzo del Te…..
Ogni immagine, ogni piccolo particolare in quelle stanze avevano un significato,
e che tu volevi e dovevi scoprire e capire….. a costo di rivedere quegli affreschi infinite volte…
ed ecco uscirne poi con i tuoi libri più belli…..
Caro papà…… ciò che ho appena raccontato di te quest’oggi davanti a tutta questa gente,
è solo un minuscolo frammento della tua vita…..
una vita anche piena di amici e di persone che hanno avuto il piacere di conoscerti
e di condividere esperienze e momenti memorabili e indimenticabili…
Si sa… ci sarebbe moltissimo altro quindi… ma non c’è tempo….. “Tempus fugit“…. ..
dicevi spesso…. E’ sì… il tempo fugge…
ma c’è un particolare che ricorderò sempre……
dicevi che era il Quattrocento il periodo storico in cui avresti voluto vivere, lontano dai computer
e dalla tecnologia moderna….. ma non solo…. dicevi che nel momento in cui avresti lasciato
questo mondo, saresti andato subito a cercare per le vie del Cielo il tuo Maestro Andrea Mantegna per interrogarlo (da buon professore…..) per chiedergli se tutto ciò che hai scoperto di lui
e sulla camera Picta riflettesse la verità…..
Ti immagino quindi seduto accanto a lui a dialogare e magari a progettare una nuova camera Picta in Cielo…. dove stavolta però i putti rappresentati nell’oculo sono veri…..
e sono certo che da oggi in poi sarai davvero accanto al Mantegna e a tutti i poeti e artisti
a te piú cari per conversare di arte e cultura più di quanto tu non l’abbia fatto nella vita….
E mi raccomando, oltre ai tuoi cari genitori che ti hanno preceduto…..
non dimenticarti di andare a salutare Don Teofilo Folengo…. San Giacomo della Marca….
e di andare alla ricerca dei tuoi poeti preferiti, come Dante Alighieri, e Virgilio!
colui che chiamavi il Sommo Poeta…. e ti vantavi che il più grande poeta latino l’abbiamo noi…..
Caro papà, caro professor Rodolfo Signorini…. anche tu come Virgilio hai potuto dire:
“Mantua me genuit” …. Che grande onore……
ed eri solito a concludere le tue conferenze e i tuoi interventi con delle citazioni latine….
sempre puntuali e mai scontate…. e questa volta con molta umiltà ci proverò io per te….
In Cielo non temerai alcun male perché verrai accolto da Gesù Misericordioso…
e abbracciato dall’Amore di Dio
perché come scrisse Virgilio nelle Bucoliche….
“Omnia vincit amor: et nos cedamus amori”: “L’amore vince su tutto: e noi cediamo all’amore”.
Tuo Andrea

Gazzetta di Mantova dell’11 dicembre 2025:

Erano presenti anche delegazioni di Schuetzen, di Mantova-Weingarten e della Compagnia del Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo,  tutte molto legate per motivi diversi a Rodolfo Signorini.

NOTE. Le ultime due associazioni sono connesse con la reliquia del Sangue di Cristo:

  • Gemellaggio Mantova-Weingarten: Formalizzato nel 1998, promuove scambi culturali e sportivi, ma anche legami spirituali legati alla venerazione del Preziosissimo Sangue, custodito a Mantova nella Basilica di Sant’Andrea.
Le attività comuni:
  • Celebrazioni religiose: Le diocesi di Mantova e Weingarten collaborano strettamente in occasione delle festività legate al Sangue di Cristo, con scambi di delegazioni e partecipazione a processioni.
  • Blutritt di Weingarten: Cavalieri mantovani partecipano a questa storica processione tedesca portando gli stendardi di Mantova, rafforzando il legame tra le due comunità. 
In sostanza, l’Associazione Mantova-Weingarten funge da ponte per far rivivere la Compagnia, integrando il gemellaggio civile con la profonda tradizione religiosa che lega le due città attraverso il Sacramento del Sangue di Cristo. 
  • Compagnia del Preziosissimo Sangue: Antica confraternita mantovana, rifondata nel 2010 grazie all’iniziativa dell’Associazione Mantova-Weingarten, per mantenere viva la tradizione religiosa legata alla reliquia. 

https://it.wikipedia.org/wiki/Compagnia_del_Preziosissimo_Sangue_di_Ges%C3%B9_Cristo_in_Mantov

 

La processione del Santo Sangue di Weingarten: tradizione tedesca nota nel mondo

Schuetzen

BENVENUTI NEL SITO DI ANDREAS HOFER MANTOVA

https://it.wikipedia.org/wiki/Andreas_Hofer

Nel corso del XIX secolo, Hofer è stato descritto ai cittadini tirolesi come eroe nazionale, e la sua opera è raffigurata in una serie di monumenti. Con cadenza annuale viene festeggiato il 20 febbraio come eroe del Tirolo. La commemorazione si svolge presso la città di Mantova, nel quartiere di Cittadella. All’interno del parco pubblico “Andreas Hofer” è presente il monumento che ne ricorda la nascita e la morte. L’iniziativa è organizzata dalla circoscrizione nord del comune di Mantova e da delegazioni di Schützen provenienti da tutto il Tirolo austriaco, nonché dal Trentino-Alto Adige.

NON SOLO RODOLFO SIGNORINI, MA ANCHE GABRIELE D’ANNUNZIO E GIACOMO LEOPARDI AMAVANO LA SATIRA.
Il celebre DISCORSO di RODOLFO SIGNORINI (“Rondo per gli amici) nelle vesti improvvisate di Sindaco in occasione dell’INAUGURAZIONE del PONTE di BORGOFORTE è senza dubbio un capolavoro di satira goliardica:
Pare che il discorso tragga ispirazione da un altro di Gabriele D’Annunzio, scrittore e vate che fu studiato da Signorini come Accademico Virgiliano.
Ricorrendo il centenario della pubblicazione del suo romanzo “Forse che sì forse che no” (Milano, Fratelli Treves, 1910), ambientato in buona parte nelle sale del Palazzo Ducale di Mantova, l’Accademia Nazionale Virgiliana promosse una giornata di studi dalla quale derivano gli Atti a cura di Rodolfo Signorini, dove vengono evidenziate le novità stilistiche proposte da d’Annunzio nel suo ultimo romanzo: più agile, più essenziale, meno retorico dei precedenti nella consueta ricerca della suggestione estetizzante della parola.
Aggiungiamo una preziosa testimonianza di Gabriele D’Annunzio goliardico (unica registrazione esistente): https://www.youtube.com/shorts/CU_cneawHu4
Passa per “goliardico” (senza esserlo) anche il celebre Discorso di Quarto o Orazione di Quarto) di D’Annunzio, tenuto il 5 maggio 1915 a Genova, dove il comandante-scrittore esortò l’Italia alla guerra contro l’Austria, incitando i giovani all’azione e alla gloria con un linguaggio enfatico e patriottico, culminando nell’appello “Qui si fa l’Italia o si muore“, ispirato a Garibaldi, per spingere la nazione verso l’intervento bellico e coronare gli ideali risorgimentali.
Anche Giacomo Leopardi si era occupato di politica, in particolare di satira politica nel suo libro “Paralipomeni della Batracomiomachia”, il cui titolo induce a richiamare le dotte e criptiche ipotiposi di Rodolfo.

Paralipomeni della Batracomiomachia sono un ampio poemetto satirico in ottave scritto da Giacomo Leopardi a partire dal 1831 durante il suo soggiorno napoletano. Si presenta come continuazione: “paralipomeni” viene usato, come già in ambito biblico, per indicare un’aggiunta di cose precedentemente tralasciate (i Paralipomeni biblici derivano dal greco paraleipómena, a sua volta da paralèipō, appunto “omettere”, “tralasciare”[1]) alla Batracomiomachia (lett. “Battaglia dei topi e delle rane”, dal greco bátrachos (rana), mys (topo) e máche (battaglia), poemetto ellenistico erroneamente attribuito a Omero e già tradotto anni prima da Leopardi).

INTENTO SATIRICO

Il poemetto leopardiano discute, sotto la veste favolistica, gli avvenimenti politici del 182021 e il fallimento dei moti rivoluzionari, satireggiando austriaci (rappresentati dai granchi, alleati delle rane), Borbone (rane), e gli insorti liberali napoletani (i topi)

DISCORSO SOPRA LA BATRACOMIOMACHIA
Liberal e oscurantisti: una guerra continua Dopo aver tradotto la guerra dei topi e delle rane, Giacomo Leopardi non poteva accontentarsi e scrisse questo nuovo poema che considerava un’aggiunta di cose non dette dal precedente poema attribuito ad Omero (Paralipomeni, per l’appunto). Ne uscì un lavoro satirico di altissimo rilievo che, riferendosi ai moti politici del 1820-21, prendeva in giro gli austriaci (impersonati dai granchi, alleati delle rane), i Borboni (le rane) e i liberalnapoletani che erano insorti (i topi). Ne esce un ritratto doloroso della politica del tempo con la sconfitta del liberal contrapposti ai tradizionalisti, con i progressisti che vengono ridicolizzati per la loro incapacità ad agire con coerenza e determinazione. Una parodia di molti momenti politici vissuti anche ai nostri tempi.
 

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